fingerò che non mi abbia fatto male.
del resto sono quello là,
quello che ha bisogno di vivere
sotto lo sguardo immaginario
di persone assenti.
quelli lì li chiamano sognatori
avete avuto sempre ragione
e lascio che sia così
che vada così
cos'altro vi serve?
io resto da solo
tutti quanti avete sempre avuto ragione
e mi convinco che sia così
e lascio che vada così
cos'altro vi serve?
io sono solo
sento il dovere di dirti
forse grazie
perché mi hai preso così, di soppiatto
perché la mia partita a scacchi l'avevo già persa
sono bruciate molte cose
ora c'è quiete
ma resta quel bruciare inevitabile
nella mia mente
la rosa è ancora lì
da sempre
cambierà la sua forma il suo colore
eppure lei è sempre lì
a dirmi cosa è stato
chissà forse un giorno ti rivedrò
e son sicuro che mi passeranno dalla mente
tutti quei momenti
proprio tutti
mi è sfuggito di mano un pensiero.
non riesco a trovarlo. era proprio qui, con me.
è andato perso?
dove mai l'avrò lasciato - sedotto e abbandonato
mi serve un aiuto, ne ho bisogno
chessò, di un collegamento, un'associazione mentale
che mi porti dritto dritto lì, dove l'ho perso.
perché l'ho perso, sì, perso. per sempre.
non lo troverò mai più, no.
e ora, come faccio? cosa faccio?
sono perso.
come quel pensiero che diceva pressapoco così
il troppo pensare ci fa troppo poco sentire
ti vien voglia di condividerli, brividi accecanti
che ti passano la schiena - braccia - gambe
e di sentire quelle corde strofinate dolcemente da un violinista
e di toccare quelle mani agitate delicatamente da un chitarrista
e di cantare quelle strofe raccontate soavemente da una voce.
brividi, tutti tuoi, somma di uno stato mentale - sensazioni - presenze
venuti qui quasi a cadenzare il ritmo di questa bizzarra esistenza.
sono nuance d'un sogno da cui non si vorrebbe essere mai destati.
sogno allucinazioni
follia oscillazioni
pioggia ardori
speranza instabilità
magia arcani
dovrei mendicare anch'io per guardare quello che non riesco a vedere.
o forse, ci sto già riuscendo.
o è solo un'ipotesi evanescente che dura quel niente insignificante.
tanto quanto guardare e notare che nulla è cambiato.
o è solo un mesto paradosso. dire che il nulla cambia.
come cambia il nulla se è niente, zero, inesistente.
il mondo del tutto muta e niente cambia.
parlo di come il mondo è fuori, ci provo
ma è anche un mondo che non sento
o forse sento troppo perché lo sento comunque vivo.
ascolto l'eco di ciò che ho dentro.
la scrittura filtra parecchio il pensiero.
è un origamo di carta bagnata.
la sostanza resta.
la sostanza che il mondo,
come dice una donna in un film, non è fetido.
il mondo è cattivo.
chissà, magari mi sbaglio, ma sulla giostra non si sale.
la memoria è di fresca lettura d'un libro
che ha preso anima con un'immaginazione iperbolica
intenta a tracciare sul percorso del racconto
la strada voluta, persa, ritrovata
e di nuovo persa, per sempre, di una vita
una qualunque, vita peregrina
come tante, come nessuna.
immaginatevi mentre danzate sulle parole scritte
accompagnati da un sincopato ritmo blues.
vi sentirete antesignani imperfetti e ineffabili.
incastrati nelle nostre emozioni.
provando a spartire quel che si può,
quello che ci può servire per essere leggeri come favole danzanti.
lunga vita ai mediocri senza i quali non potrei sentirmi un po' meno mediocre di loro
ognuno tenta di fare quadrato
delimitando e difendendo le sue posizioni
e che ognuno si ritrova, a malincuore
a girare in cerchio come un in allegro girotondo
senza posizioni, visto la distanza simile dal centro da qualunque punto della circonferenza
e costretti a percorrere lo stesso e identico sentiero delimitato
talvolta cangiante in spirale vorticosa convergente
ma dulcis in fundo, ognuno semplicemente è un tetraedro
raggio di luce riflesso da una delle tante facce
e riflesso così bene tanto da uscirne multicolor
spedito in un punto qualunque dello spazio
in totale assenza di gravità
trasforma il tuo fucile in un gesto più civile
per chi non vuole abbandonare la speranza in un cassetto qualunque
ho voglia di fare due passi e un caffè.
così, tanto per sentirmi lontano dal mondo.
eh brutto stronzo
ce n'è voluto di tempo per mandar giù qualcuno
cazzo sì, qualcuno con qualche, ma dico qualche,
neurone in più
ma che dico neurone in più
qui si tratta di sale nella zucca.
d'accordo, la zucca è dolce questo si sa,
e quindi che ce l'abbiano messo di proposito il sale
sopra, o dentro, o fuori, o boh non so
è alquanto probabile,
direi anche che è un po' troppo tardivo,
ma cazzo, ce ne hai messo di tempo. finalmente qualcuno del tuo partito con un po', giusto un po', di sale.
e che c'è voluto tempo, beh, prima che se ne sia capacitato,
intendo dire, prima che se ne rendesse conto delle frasi che ha rilasciato.
dicevo, beh, questo è un difetto tuo, l'hai fatto te
oh, mica sei perfetto te.
tanto per chiosare qua e là
e tanto per indirizzartelo dritto in testa
e in memoria
beccati questa.
"..in certe circostanze può essere il 'male minore' (il condom). lo sposo affetto dall'aids è obbligato a proteggere l'altro partner e questi pure deve potersi proteggere. la questione è piuttosto se convenga che siano le autorità religiose a propagandare un tale mezzo di difesa, quasi ritenendo che gli altri mezzi moralmente sostenibili, compresa l'astinenza, vengano messi in secondo piano".
facciamo una cosa.
il sale glielo hai dato.
tanto quanto un niente, questo è vero.
anche se di questi tempi, ci si accontenta per poco, foss'anche d'un'illusione.
(che col senno di poi l'illusione rompe un bel po')
se poi gli dai anche una bella dose di chiarezza, non guasterebbe all'umanità, non credi?
e poi, una domanda che sbraita per uscire, riguardo l'astinenza,
ma te, se fossi noi, riusciresti ad astenerti?
c'è il contadino che concima e nutre un albero
che intanto cresce e cresce in alto.
ma il caso vuole che lascia che sia il vicino a coglierne i frutti
perché non vuol spendere i soldi per comperare la scala necessaria per raggiungere il ramo più alto.
e caso vuole che in fondo, a lui, piace tenere i piedi per terra
forse perché non ha mai alzato gli occhi in sù.
o forse perché ha le vertigini, perché così ha sentito dire
senza averle mai effettivamente provate.
o fors'anche perché non riesce a fare di meglio.
sette e mezzo, sto bene. state pure bene.
il bello è che se crolla il tempio con tutti i Filistei dentro
siamo contenti.
siamo contenti di prevalere sull'altro.
siamo contenti di giudicarlo, umiliarlo, seppellirlo.
siamo contenti di essere quel che siamo, e basta.
siamo contenti di farci la guerra, e pretendere la pace.
siamo contenti di veder morire gli altri ma di pensare che la morte mia venga il più tardi possibile.
siamo contenti di andare in un posto sconosciuto sopra le nostre teste.
siamo contenti del lusso, del benessere, e che al diavolo chi non è furbo come me.
siamo contenti di essere contenti e scontenti.
il suo intento lo aveva già raggiunto.
ora ne ha milioni di conferme, superandosi.
è nella gloria dei secoli.
il suo intento di averci sulla bocca,
nelle parti più basse,
ovunque,
sempre e comunque, nel bene e nel male.
amen.
se un impegno è stato scritto
nessuno, neanche il più sprovveduto, può aver timore che l'impegno non sia mantenuto.
ma forse, non tutti sanno che il tutto
è racchiuso in un facile e semplice proverbio, come i sughi già pronti,
un modo di dire facilmente ignorato se visto interamente.
perché se.."carta canta" come recita il proverbio
è anche vero che il suo seguito è "villan dorme".
oooh, ma quanto dormono!
di cosa mi dovrei vergognare?
della società dell'apparire
degli ecomostri
delle tasse
dei dii
(con annessa licenza poetica)
mi vergogno della vergogna che si è vergognata di essere tale dinanzi a tutte queste vergogne.
dovrei pensarci 100 volte.
e non basterebbero mai.
ma quello che salta all'occhio all'opinione pubblica (opinione è un po' grosso come termine, è giusto parlare di vendetta)
è che ci si meraviglia di uno scellerato delitto.
con annessa discussione politica elettorale inclusa.
ma andiamo! ma da quando ci si sbigottisce così!
se sapissimo vedere il male come sappiamo vedere il bene
allora saremmo in grado di ricordare i bimbi morti nelle camere a gas di tutto il mondo e nelle fosse di tutto il mondo e in tutte le guerre del mondo,
saremmo in grado di ricordarci dei bambini che scompaiono in migliaia ogni anno nel mondo, nel nulla, ad opera di pedofili e non, per soddisfare i loro ardori e non,
saremmo in grado ancora di ricordare ad esempio Cogne.
e siamo in grado di conoscere i nostri pensieri, di avvertire la reale percezione dinanzi a questi episodi?
che forse sapere il colpevole, sapere chi ha confessato, sapere con chi prendersela
gratifica, e di conseguenza giustifica, la vendetta qualunque essa sia e come si manifesterà?
al rogo, sul patibolo, nel forno crematorio, in un bel linciaggio o sotto l'atroce tortura di una goccia d'acqua al secondo caduta sulla testa.
farò demagogia
lampante alla mente non solo mia
cercherò consensi sfruttando i pregiudizi che in questi frangenti si manifesta prepotentemente più che mai
o comunque voi la pensiate
vale la regola non regola
della mosca e l'elefante.
ci si accorge molto più della mosca che ronza
che dell'elefante che imperterrito marcia davanti ai nostri occhi.
ci penserò altre 100 e più volte e con tutto il rispetto per chi è andato.
appunto. ci penserò per tutti quelli che.
si fa del dumping. si parla di dumping. sempre e solo dumping.
sarà, ma a me pare proprio un bungee–jumping.
dài, mi fò la domanda e mi fòfò la risposta a mò di domanda..
eviterem la cadut?
ma perché, siam cadut?
bisogna avere coraggio per dare del cornuto al bue
vengo a sapere che alcune giovani coppie vogliono un figlio.
per la precisione, il secondo.
grandioso, mi verrebbe da dire.
sennonché, beh, se andiamo a fondo..
sbucciando sbucciando si scopre, che..
lo fanno perché..
1000 euro per ogni secondo figlio nato o adottato dal 1° dicembre 2003 al 31 dicembre 2004: 308 milioni di euro destinati all'INPS a questo scopo. bonus confermato anche per il 2006 per le famiglie con un reddito di al massimo 50mila euro - fonte: un partito di maggioranza.
e sul mio jukebox mentale parte Caterina Caselli
la verità mi fa male, lo sai..
s'iori, ecco il bonus che previene ogni malus
se ne frega di spiegare
di stare lì a giustificarsi
di mediare ad ogni pensiero estremo
di rabbonire nel buio il barlume di coscienza riaffiorata
e se la prende così
uscendo dalla porta d'ingresso
ed entrando dall'uscita di servizio
sono anni
che viviamo in questa cella.
la felicità non sai cosa sia,
la libertà neanche,
i desideri neppure.
io sono evaso
per insegnarti a sognare.
jf
prendere o lasciare.
ecco l'educazione post-moderna
è diventa poi solo una questione di assuefazione.
è un po' come essere su una ruota panoramica.
sali sali e sali. ma poi scendi scendi e scendi.
e poi scendi da lì. e ci risali. quando vuoi. e se lo vuoi.
tutto il resto è conseguenza.
il guaio è che.. chi la prende più questa conseguenza?
corre più di un coniglio nero.
ma che ci fa un coniglio nero nel pollaio?